29/10/2003

Ok, parliamo di trama.

Si sa, accontentare tutti è difficile. Se parli della trama, salta su la tribù di quelli che vogliono parlare di stile, che se no scusa, qua si fa una sceneggiatura e non un racconto. Se parli di stile, c'è il gruppo di quelli che si fanno due palle, con tutte 'ste questioni da maestrini, e vogliono parlare invece di quel che deve succedere, a Carta, a Gennaio e al sorriso del presidente. Visto il precedente sproloquio su questioni di stile, okay, diamo un occhio anche alla trama. Chiaro che le cose si complicano: saltano fuori Marcello Ghiaia, un gruppo di poliziotti e un dito di donna mozzato... (Che ne dite? A me pare che la Peggio Bestia sia riuscit* a districarsi bene con tutto il popo' di roba che ha messo in quelle 6000 battute, e anche l'uso di due punti di vista sulla scena m'è parso decisamente ben coordinato...Chi chiedeva un parere è contento?) Rispetto al dito mozzato, penso che abbiamo trovato un possibile Mc Guffin, cioé quell'elemento pretestuoso che ti aiuta a portare il lettore fino in fondo alla storia. La classica valigetta che vedi nella prima scena del film, che passa di mano in mano, che alimenta il mistero, e alla fine può pure darsi che il regista non ti fa vedere cosa c'è dentro. Se posso dare un consiglio agli aspiranti prosecutori, lavorerei per alimentare il mistero rispetto al dito - senza complicarlo troppo. Questa cosa del dito potremmo svelarla solo alla fine, con l'ultimo colpo di scena. Tenercela in banca, insomma. Più urgente, invece, il bisogno di capire chi sia questo Marcello Ghiaia - magari senza introdurre altri dieci personaggi allo scopo di illuminarne uno. Semplicemente: chi è? che fa? Infine, vorrei riprendere la questione dell'accento napoletano dei pulismani: non mi sembra che renda la storia troppo locale (Poliziotti di NA ce ne sono dappertutto), però se a qualcuno suona troppo macchiettistico, non so, ce lo faccia sapere e vediamo che farne. E vi prego: non fate di tutto per tirarmi il pacco, che il prossimo capitolo devo beccarmelo io. P.S. Anche se non c'entro una mazza, mi scuso a nome di tutti, della mia famiglia e pure del mago Zurlì per le ulteriori irregolarità di voto. Voi però vigilate, mi raccomando, che di 'cacacazzo' ce n'è sempre un gran bisogno ;-)

27/10/2003

Questioni di stile

In attesa di conoscere come proseguirà la nostra storia, vorrei spendere due parole sulla questione degli stili narrativi. Da alcuni commenti, emerge chiara la domanda: è meglio che ognuno dei narratori di questa storia scriva facendo sentire la 'sua' voce - come quando senti un assolo di sax e dici subito che è di Coltrane - oppure sarebbe meglio uniformarsi, cercare di seguire tutti quanti un unico stile, cioé forse quello dell'incipit - un po' come quando un'orchestra suona Bach e l'importante è riconoscere Bach, e non il famoso tocco di Tizio sul suo violino, e il particolare trillo di Caio sul suo flauto. Nel primo caso, si rischia di ottenere quello che qualcuno ha definito un 'pastone letterario'. Nel secondo, c'è forse paura di perderci qualcosa, nel livellamento generale. Prima di tutto, voglio dire che sì, l'obiettivo di questo progetto è scrivere insieme qualcosa di interessante e di leggibile, certo, ma la cosa più importante credo sia mantenere viva una comunità che scrive, legge, corregge, discute intorno a un'unica impresa narrativa. Se riusciremo in questo, potremo già dire di aver concluso un esperimento importante. Se poi il risultato dei nostri sforzi sarà una buona torta e non un pastone, ancora meglio, ma non aspettatevi una Sacher Torte con tutti i crismi. Si tratterà comunque di qualcosa di strano, una Sacher con la marmellata di fichi al posto di quella di albicocche, quadrata nella forma piuttosto che tonda, e ci sarà senz'altro chi rimarrà deluso e chi, invece, ne saprà apprezzare l'originalità, simile a certe jam session di free jazz. Nel 2002, lo stesso esperimento è stato tentato in un ambito più ristretto, quello della newsletter di Wu Ming e del sito Xaiel: chiaro che l'amalgama sia stata più facile. Con la creazione di Ermete, e con l'aiuto di Virgilio, la sfida si fà più tosta. Beh, alla fine di questo sproloquio vorrei sentire il vostro parere: pensate sia meglio l'opzione Coltrane o l'opzione Bach? E se uno magari introduce un nuovo personaggio, non potrebbe il suo capitolo suonare bene anche se è molto diverso dagli altri? E l'editing collettivo, può darci una mano in una circostanza simile, oltre a coinvolgere nel lavoro tutti quelli che non hanno tempo - o idee - per scrivere qualcosa?

errore umano

Sì è vero, come avete fatto acutamente notare voi, la votazione del primo capitolo è stata falsata da un mero errore umano. Virgilio, Ermete & co se ne scusano. Non voglio mettere alla gogna chi si sta facendo il mazzo dietro a questa iniziativa, per cui vi basti sapere che c'è di mezzo l'errato copia-incolla di una stringa di codice, fatto a sera tarda. Per metterci una pezza e per stare nei tempi, Virgilio ha deciso di invalidare i voti fin qui pervenuti e di riaprire la votazione fino a domani, martedì 28 ottobre, alle 15.00. Fatelo sapere in giro. Attualmente, la società che gestisce il lato tecnologico dei sondaggi di Virgilio sta facendo gli ultimi check. Tra poco, le pagine aggiornate saranno online. Per i prossimi capitoli, il problema non dovrebbe ripresentarsi.