…fine?

Cara Accozzaglia,

come ci insegna mister Wolf, non è mai il momento di farsi i pompini a vicenda. Ciononostante, voglio ringraziarti per essere arrivata fin qui, dopo quasi tre mesi e il Natale passato a leggere e rileggere l’ipertrama; per averci creduto, anche quando, nei primi giorni, c’era un sacco di gente che si affollava a dire che no, non è possibile portare avanti un progetto del genere, non è letteratura, non è un gioco divertente, è solo una presa in giro: grazie per aver aspettato con pazienza che i rompiballe di professione si trasferissero su qualche altro blog e lasciassero in pace chi aveva voglia di provare; grazie per la fiducia: ermete risolverà, aspettiamo che ci pensi ermete, sentiamo cosa dicono quelli. Non sempre è stata ben riposta, e allora grazie una volta di più.
Ma non pensare che i ringraziamenti stiano a indicare che il progetto è finito.
Qui dalle nostre parti, ci stiamo dando da fare per dargli un seguito anche su carta, e non vedo perché non dovremmo riuscirci. Ci piacerebbe pubblicare l’intero remix con i suoi vari finali, ma anche i capitoli ‘scartati’ dalle varie votazioni ‘popolari’, nonché qualche estratto del blog che renda l’idea di come l’impresa si è sviluppata nel tempo.
Poi ci piacerebbe contattarti – almeno gli autori dei vari capitoli – per conoscersi e presentare insieme la nostra opera collettiva.
Nel frattempo, poiché i tempi editoriali non sono mai brevi (proviamo entro l’estate, ma sarà durissima), l’idea di utilizzare il blog per discutere di altri progetti mi pare molto sensata.
Quanto all’identità dei diversi autori dei capitoli, non so se gli altri due compadres hanno voglia di svelarsi, quindi parlo per me: il primo capitolo è stato ideato da tutti e tre insieme, ma non l’ho scritto io. Il quarto l’ha scritto e ideato un altro me stesso. Il settimo l’abbiamo pensato Enrico e io, una volta ultimato il remix. Poi il sottoscritto gli ha dato consistenza. Mi chiamo Giovanni, a.k.a. Wu Ming 2, e nemmeno io sono tanto vecchio.
Alla prossima,
E.

Stop al panico

Miei cari,

dopo una mail allarmata di Glanzid, avevo segnalato ai Virgilians il problema del numero di battute over 6000. A quanto pare, non sono riusciti/non avuto tempo/si sono dimenticati di intervenire. Pazienza. Credo che i capitoli dispersi siano comunque tornati all’ovile. Sull’indirizzo wuminghiano abbiamo ricevuto quelli di B., Glanzid, Bini_k, Zaphod e M.L.V. che non so se è la Peggio Bestia o qualcun altro. Immagino non ci saranno problemi a considerarli tutti buoni, al di là dei tempi di consegna un po’ sforacchiati.
Siccome già fremo dalla voglia di leggere, passo rapido al punto due: venerdì sera, a Bologna, c’è stata una presentazione del progetto Kai Zen (il collettivo di scrittura nato dal precedente esperimento ipertramico). Questi eroi, mantenendo i contatti per e-mail e riunendosi ogni tanto a BO (dato che provengono chi da Messina, chi da Sesto S.Giovanni, chi da Bozen…), hanno già scritto una buona metà del loro primo romanzo (un malloppo grosso così) e nel frattempo continuano a sfornare progetti. In particolare, dopo essere stati alla Fiera del Libro di Potenza per presentare Ti Chiamerò Russell, hanno ideato una nuova ipertrama, che ha per protagonista l’inquisitore Eymerich (di passaggio per la Basilicata), si avvale della collaborazione di Valerio Evangelisti, di un progetto parallelo di illustrazione collettiva, di un laboratorio di scrittura nato a PZ (Kai Pozen) in seguito alla loro visita, e dell’appoggio del sito dell’associazione Bookmark e della regione Basilicata. A partire dal 15 febbraio si apre la partecipazione sul sito www.bookmarklibri.com.
Se avete voglia, dateci un’occhiata.
E adesso scusate, ma vado a leggere…

Istinto…’paterno’?

Tanto per cominciare, chiedo scusa per la lunga assenza, ma la realizzazione del remix ci ha costretto a mettere in stand by tutta una sfilza di impegni, lavori, incombenze che soltanto adesso se ne vede la fine. Senza falsa modestia, voglio confidarvi che sono abbastanza orgoglioso, e non tanto per il remix, che quello dieci volte ci rimetterei le mani e dieci volte lo cambierei, quanto perché il progetto comincia davvero a camminare con le sue gambe, a fecondare altri territori, a ispirare nuovi azzardi. E questa ‘autonomia’, per noi che ci sentiamo un po’ padri putativi di tutto l’ambaradan è il regalo migliore che ci poteste fare. Insomma, un figlio ormai cresciuto che se ne va per la sua strada, no?
Detto questo: la proposta della Peggio Bestia mi piace molto, cercate solo di coordinarvi bene, in modo che i diversi punti di vista dei finali non dicano cose contrastanti, altrimenti bisogna aspettare le vacanze di Pasqua e rieditare tutto…:-) In alternativa: tenete conto che non c’è limite di battute, per il cap. 8 (ovvio che 25000 ve le rispediscono al mittente, ma insomma, elasticità). Dunque, se detto coordinamento non riesce, ognuno potrebbe provare a infilare nel suo cap.8 tutti i punti di vista principali: ovvio che si riesce ad approfondire meno, ma come salvataggio in corner della proposta può funzionare lo stesso.
Infine, vorrei ribadire che quello che abbiamo tentato è solo UNO dei tanti remix possibili. Lo abbiamo tentato col tempo, le forze, le capacità e le idiosincrasie che avevamo a disposizione in quel momento. Lo abbiamo tentato per valorizzare quanto fatto fin qui, nel blog e nei capitoli. Lo abbiamo tentato perché altri si facessero prendere dalla stessa voglia. Quindi magari fra un mese, o tra due, o a ridosso dell’estate, con tutto il racconto scritto da 1 a 8, perché non provate anche voi a fare altrettanto e a spedirlo a uno dei soliti indirizzi? Credo sia un esercizio importante, troppo spesso trascurato: chi ama scrivere ‘per hobby’, ama farlo di getto e quasi mai si mette lì, dopo, a lavorare sul testo. Invece è fondamentale. Per prendersi un po’ meno sul serio, imparare a lottare con le proprie frustrazioni, invece di buttarle fuori e basta, e soprattutto, capire davvero cosa significa ‘scrivere’.
Forza & Coraggio,
E.

Altro che fuga!

Tanto per cominciare, pensavo fosse più facile. Poi però ci siamo riletti tutto: i capitoli, il brainstorming collettivo, i suggerimenti, le elucubrazioni. E la storia ci ha fatto prigionieri per più di 48 ore.
Eliminare Cicatiello, dare un passato a Carta e a Gennaio, rendere più cristallino il piano di Cadorna, limitare il numero dei personaggi, dei mezzi di trasporto e dei luoghi, fare in modo che le azioni si incastrassero una nell’altra con tempismo (quasi) perfetto, contare e ricontare i giorni, dunque, diciamo che si comincia di giovedì, allora Lea quand’è che scappa? E il Presidente? Quando cazzo arriva, il Presidente?
Tutto questo, valorizzando al massimo il molto che già c’era, cestinando solo le incongruenze più atomiche, modificando a volte la forma ma quasi mai la sostanza, lavorando di cesello e bulino, e mai di sgorbia. Disseminando particolari, sottolineando i passaggi migliori, cercando di incidere senza graffiare, lasciando che ogni voce si levasse con la giusta potenza, coi timbri più azzeccati e le piccole sbavature.
O almeno, insomma, ci abbiamo provato…
Soprattutto, bisognava stare dentro le 6000 battute, più o meno, che così c’era scappato detto sul blog, e certo non volevamo essere noi, per primi, a infrangere la Regola.
Poi ce ne siamo fregati e gli ultimi due capitoli sono venuti fuori un pochino più lunghi: intanto, perché le giuste spaziature, gli stacchi e gli a capo dei dialoghi ci sembravano fondamentali per una lettura più agile e più piacevole. E poi perché arrivati alla fine, con la sparatoria finale e i vari colpi di scena, ci siamo detti che valeva la pena non tralasciare nulla, evitare la fretta, l’effetto panino imbottito che esplode maionese da tutte le parti. C’è sembrato giusto così: privilegiare la storia, che un simile approdo se lo meritava, e non trasformare quota seimila in un precetto da farisei.
Insomma, speriamo che alla fine, il risultato vi piaccia (ma diteci anche si fa schifo, eh?). In particolare, speriamo che tutti voi che avete partecipato vi sentiate fortificati, e non sminuiti, da questo nostro (nostro di tutti) remix. Che poi è soltanto uno dei molti possibili. Quel che più speriamo, è che venga voglia di provare anche a voi, a fare i deejay, e soprattutto che vi venga voglia di scrivere il capitolo 8, il gran finale, e che i tentativi di chiudere la storia fiocchino come neve da qui alla fine di …Gennaio.

E adesso, si va a dormire…

Auguri

Buon anno anche da Ermete, colleghi. Però, dài, ci state se propongo un giochetto? Siccome qui a Ipertrame ci piacciono le parole belle piene, che quando ce le hai in bocca ne senti il sapore, e puoi fare come i sommelier con un vino pregiato, e riconoscerci la tal frutta e e il tal aroma, propongo di sorseggiare meglio quell’aggettivo ‘buon’ che dovrebbe etichettare l’anno che tutti ci auguriamo. Cosa ci sta dentro, di preciso? esistono un paio di caratteristiche, o di avvenimenti cruciali, che il 31 dicembre 2004 ci faranno dire ‘è stato un buon anno’? Cosa auguriamo, esattamente, quando diciamo buon anno? Mi interessa saperlo perchè magari uno pensa che sarà un buon anno se la Juve vincerà il campionato e in quel caso, scusate lo sgarbo, preferisco rimandare al mittente questo genere di auguri…
Fateci sapere, insomma, che anno sarà se sarà buono, così vi prendete pure una vacanza da Carta & Co mentre noialtri ci diamo dentro con l’editing e il settimo capitolo, in vista del gran finale.
A proposito: c’eravamo dati il 31/12 come scadenza finale per le proposte di correzione, ma siccome non credo che ci metteremo sotto proprio domani, se qualcuno ha tempo, voglia e meno sonno di altri, può stare sul pezzo anche anche l’1/1, così poi chiudiamo la fase e andiamo avanti, va bene?
E ben vengano le elucubrazioni mentali, glanzid: a me hanno sempre fatto ghignare…

Insomma,XXXX anno a tutti …e visto che la felicità è irraggiungibile, sforziamoci di essere felici anche senza, ok?

Finalmente!

Sarà lo spirito natalizio, saranno il panettone e i postumi di pranzi e cene, sarà che l’editing collettivo è una buona trovata, fatto sta che gli ultimi due post sono quanto di meglio questo blog abbia prodotto fin qui. Non tanto per i risultati. E’ lo spirito che conta. Per la prima volta si sente parlare solo e soltanto di questo benedetto racconto, si cercano accordi, compromessi, equilibri. C’è chi tira le somme per tutti, cercando il più possibile di sposare il punto di vista di ciascuno, c’è chi non è d’accordo ma lo segnala senza polemiche, c’è chi non si fa più sentire, forse proprio perché senza polemiche non si diverte. Alla fine, scrivere insieme diventa un piccolo paradigma, un laboratorio che trasforma un gruppetto di sconosciuti, inizialmente chiamati a competere per un posto nel racconto, in un’unità collaborativa, dove senz’altro le molte teste sono sinonimo di risorsa, piuttosto che di casino.
Chissà, magari anche ‘stavolta, come già è successo per l’esperimento precedente, va a finire che il prodotto migliore di tutta l’ipertrama è proprio quest’amalgama, forse un micro-collettivo di scrittura a più mani che potrebbe continuare a frequentarsi, elaborare progetti on-line, lanciare nuove sfide, mantenersi in contatto con Ermete… o anche solo mandarsi un messaggio ogni tanto per consigliare un libro, un CD, un film da vedere per forza…
Intanto, visto come procede il lavoro, evito di entrare nel merito delle singole considerazioni, a meno che non mi chiediate la mia su un qualche punto preciso. Visto che già dovrò fare da filtro per le varie considerazioni ( ameno che non esca fuori un parere unanime, cosa che non escludo affatto), vorrei evitare in questa fase di pesare troppo sulla discussione.
Solo, vi prego, non risolvete tutto voi, altrimenti col prossimo capitolo che faccio? Metto tutti a tavola a parlare del campionato?

Shang tang jie kwai le,
E.

Vai così

Ho pensato di fare un nuovo post e di non rispondere su quell’altro così non allunghiamo troppo i commenti.
Dunque: ho scritto da qualche parte che i capitoli non devono superare di molto le 6000 battute. Devo quantificare? Non credo, però ecco, facciamo che 500 battute in più si possono pure mettere… Mi pareva scontato che l’editing dovesse restare nei limiti convenuti, altrimenti si faceva prima a dare 10.000 battute fin dall’inizio, no? Poi tenete conto che un editing che non TOGLIE nulla, ma AGGIUNGE solo, non è certo quanto di meglio ci si possa augurare. Raymond Carver è diventato famoso per i suoi racconti ‘sospesi’ grazie al suo editor, che gli tagliava tutte le volte le ultime due cartelle. ‘Ed è subito sera’ di Quasimodo nell’originale era una roba di non so quanti versi. Ne sono rimasti tre ed è saltato fuori il capolavoro. Ricordate sempre il discorso di trasformare i talloni d’Achille in leve di Archimede, evitando così eccessivi rattoppi.
Comunque, mi pare che il livello della discussione si sia decisamente elevato. Certo, non siamo rimasti in molti, ma questo è normale. Si è detto spesso che da Ipertrame non c’è molto da aspettarsi perché è un giochino da sito commerciale: beh, giochino senz’altro, ma commerciale non direi… Qui se uno vuole stare al passo con la discussione deve leggersi tutti i capitoli, lavorarci sopra, fare proposte comprensibili… Insomma, non è il classico meccanismo ‘lo scrittore scrive dieci righe, tu completi il tutto e tanti saluti’. La cosa qui è più complessa, più articolata, ed è inevitabile che man mano si faccia un po’ di selezione.
L’importante è che i pochi rimasti siano operativi.
Forza, c’è tempo fino a fine dicembre.
P.S. : non è certo l’indirizzo di Wu Ming ad aver sottratto forze e cervelli al blog. Fino ad ora, a quell’indirizzo, non è arrivata una cippa.

Zaijian,
E.

Operativi!

Dunque, dopo un paio di elucubrazioni, noi avremmo pensato questo: il capitolo sette è previsto per il 7 gennaio, dopo la pausa natalizia. Onde sfruttare questo lungo intervallo nel migliore dei modi, proponiamo a tutte le persone di buona volontà di cominciare il famigerato editing collettivo. Che potrebbe funzionare così: fino alla notte di San Silvestro ognuno – previa lettura dei cap. 1 – 6 – potrà formulare suggerimenti, proposte di modifica, valutazioni. Che come s’è già detto non potranno stravolgere la storia, ma magari aggiustarla qua e là, stringere qualche bullone, spalmare un po’ di colla sulle giunture, oliare i meccanismi. Dove? Senz’altro sul blog, in modo che le proposte più consistenti vengano discusse tra tutti. Ma non solo: sarà possibile utilizzare anche l’indirizzo e-mail opensource@wumingfoundation.co m per segnalare le modifiche più minuziose (che so: aggiustamenti di aggetivi e verbi, punteggiatura, frasi da riformulare), quelle che, postate sul blog, finirebbero per intasarlo senza suscitare una discussione vera e propria. A questo indirizzo potrete pure spedire il vostro personale remix dell’intero testo, se volete, magari segnando in grassetto i cambiamenti, per renderli immediatamente visibili.
Sul blog, invece, spazio alle modifiche più sostanziali, quelle che vanno spiegate, motivate, ponderate insieme. Quelle che possono intaccare la trama e i personaggi. Purché si lavori di lima e non di accetta. Tutto questo fino al 31 dicembre. Tra quella data e il 7 gennaio, l’Ermete vostro cercherà di mettere tutto insieme, di soppesare le diverse proposte, e di produrre una versione editata, seguita a ruota dal settimo capitolo. Quindi, apportate eventuali modifiche anche a quest’ultimo, si procederà con quello finale, per il quale, se non ricordo male, ci sarà tempo un paio di settimane.
Da fare ce n’è, insomma, per chi ha voglia di mettersi lì, rileggere tutto, accettare anche questa sfida e tenersi leggero al pranzo di Natale.
Una precisazione, però: nessuno si illuda che questa procedura possa a) produrre il tanto agognato capolavoro. Quello, se qualcuno si sente di poterlo scrivere, è meglio che non perda tempo con i giochetti di noialtri artigianuzzi. b) accontentare le idiosincrasie stilistiche di ciascuno. Ormai ce ne siamo accorti, no? A qualcuno piacciono gli alieni, qualcun altro disprezza i gialli da edicola che qualcun altro ancora considera il futuro della vera letteratura… La cosa divertente è proprio vedere cosa salta fuori, e non scazzarsi il risultato non corrisponde al proprio genere prediletto.
Insomma, bando alle ciance, e al lavoro!

Si fa per dire / RIPASSO VELOCE

HONNI SOIT QUI MAL Y PENSE è una frase che viene dal francese antico e significa letteralmente “sia villipeso chi pensa male”.
PERDERE LA BUSSOLA deriva dal gergo marinaresco e, in senso figurato, significa perdere l’orientamento, perdere il controllo, come fa il pilota che, perdendo la bussola, non è più in grado di controllare la rotta della nave. È quindi sinonimo di “uscire di senno, impazzire”.
PIETRA DI PARAGONE in senso figurato vuol dire termine di comparazione, di confronto, di giudizio, di riscontro, di misura e simili.
L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE questo modo di dire si rifersice particolarmente a coloro che soffrono d’invidia e non sono mai contenti della loro situazione.
SEMINARE ZIZZANIA in senso figurato vuol dire seminare discordia, malcontento, dissensi, contrasti, mettere gli uni contro gli altri e simili.
SEPOLCRO IMBIANCATO è l’ipocrita che aggiunge alla falsità l’ostentazione di un esagerato rigore.
STRETTA LA FOGLIA, LARGA LA VIA, DITE LA VOSTRA CHE HO DETTO LA MIA è una filastrocca che spesso nelle veglie il narratore recitava alla fine di una favola per invitare gli ascoltatori a raccontarne altre.

Anniversario

Ricordo a tutti che la notte tra il 7 e l’8 dicembre ricorre il trentatreesimo anniversario del tentato golpe Borghese, e c’è pure la luna piena…Per il racconto che stiamo scrivendo mi pare un incrocio di energie da non lasciarsi scappare.
Non entro nei ragionamenti riguardo alla trama, perché mi pare che stiate facendo un ottimo lavoro senza bisogno che arrivi qualcuno a incasinare le cose.
Vorrei solo dare un anticipazione sui prossimi sviluppi. Una volta pubblicato il settimo capitolo, credo che potremo cominciare con la fase di editing. E’ nello spirito del progetto, infatti, che il capitolo finale sia in qualche modo lasciato del tutto ‘free’: senza bisogno di scegliere il migliore, il finale ‘ufficiale’, tutti quelli che ne avranno voglia potranno spedire il loro ultimo capitolo e vedrlo pubblicato. Spetterà ai lettori fare la scelta. Pertanto, non mi sembra il caso di intervenire con la lima su questa sezione, che deve restare spontanea e indefinita.
Come ci organizziamo per questo editing? Qualcuno ha citato l’esperimento wuminghiano “La ballata del Corazza”: un racconto scritto da Wu Ming 2, per il quale chiunque poteva proporre modifiche e correzioni. Poi era Wu Ming stesso a scegliere e inserire i diversi suggerimenti. Procederei nello stesso modo, se vi pare sensato, cioé mantenendo un filtro centrale – nella persona di Ermete – che valuti le possibili modifiche tenendo conto dei pareri espressi sul blog e intervenga sul racconto più o meno nel modo indicato. Altrtimenti si rischia il delirio. Detto questo, ognuno può produrre la SUA versione del Sorriso, con le sue modifiche e correzioni e, se gli va, inviarla qui, a Ermete o a chi gli pare (con le consuete diciture: “Il sorriso del presidente 1.1.3 oppure “Il sorriso del presidente, Peggio Bestia’s Cut o così via…). Tra l’altro, bisogna pure discutere sul titolo, se tenerlo o buttarlo dalla finestra e sostituirlo con altro. Via via che l’editing procede, Ermete vostro elaborerà versioni successive del racconto (diciamo una ogni 7/10 giorni, per evitare eccessivi sbattimenti). Queste versioni saranno consultabili da tutti qui su Virgilio o su un sito che indicheremo al momento opportuno. Vorrei un parere da tutti gli interessati su questa possibile procedura, che è stata già sperimentata e ha dato – credo – ottimi risultati.